ARIA

(nuova produzione)

Testo  FRANCESCO NICCOLINI

Regia  ROBERTO ALDORASI

con  NAYA DEDEMAILAN

Organizzazione MICHELE CIARLA

 

Una mattina apri la porta di casa e trovi un regalo inatteso. Un regalo enorme, bellissimo. Troppo bello per essere vero. Per essere capitato proprio a te. È quello  che accade a Liguor, il protagonista di questa storia: un piccolo uomo che vive su di un’isola triste, piena di divieti, compreso ridere e nuotare in mare. Chi sgarra fa una brutta fine. Ma oggi è il giorno fortunato di Liguor: dietro la porta di casa trova una bambina appena nata. Bella, sorridente, tranquilla e così leggera che deciderà di chiamarla Aria.

È la prima cosa bella che accade nella vita di Liguor. Anzi, la seconda, ma la prima non ha avuto il coraggio di dirla a nessuno: al lavoro Liguor ha incontrato una donna di cui si è innamorato. Che lavoro sia, nessuno lo sa. Per questa donna Liguor farà una cosa grandissima e meravigliosa. Neanche questa cosa Liguor la vuole raccontare a nessuno.

Gli anni passano, Aria diventa una ragazzina e finalmente un giorno Liguor prende una grande, difficile e importantissima decisione, che cambierà per sempre le loro vite…

 

«Ci sono delle parole che vanno pronunciate con cautela e rispetto. Perché sono compromettenti: da certe parole dette non si torna indietro. Una di queste è promessa.  Altre parole invece ci ricordano l’imprevedibilità delle nostre vite e degli incontri. Parole come destino, fortuna, attesa. Ci sono parole che hanno un prezzo duro da pagare. Sono parole che hanno anche un valore immenso, e spesso dimenticato. Una di queste è mistero, ma non è la sola: crudeltà, bellezza, fortuna, sfortuna, disordine, sorpresa, destino, amore, magia. Poi c’è la parola più bella e sorprendente: libertà.

Già, la libertà. I bambini e gli adolescenti italiani quasi se la sono dimenticata, questa parola. Perché da noi la libertà è normale. Solo i nostri nonni si ricordano cosa vuol dire non averla, la libertà. Eppure, sulla Terra, le nazioni dove la libertà manca, sono più di quelle dove i ragazzi crescono liberi, e negli ultimi anni abbiamo cominciato a sperimentare che questo problema riguarda anche l’Italia e l’Europa, e non possiamo far finta di niente, perché dalla “non libertà” si fugge.

E se da una parte capire cosa vuol dire “accoglienza” è diventato fondamentale, dall’altra parte dobbiamo moltiplicare gli sforzi perché ognuno, a casa propria e in ogni parte del mondo, possa vivere in pace. E in libertà. Perché nessuno è contento di abbandonare la propria casa e rischiare la vita per mettersi in salvo.

Ecco, ora prendiamo tutti questi pensieri e le parole importanti di prima, mischiamoli, curiamoli e coltiviamoli: noi vorremmo costruirci una fiaba, un po’ magica un po’ comica un po’ surreale. Una fiaba così non può che essere leggere come “ARIA”».

 

Dai  10 anni

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